Software libero



Dennis MacAlistair Ritchie 1
Tra l'8 e il 9 di ottobre è morto un genio dell'informatica, Dennis Ritchie Un uomo grazie a al cui lavoro - suo e di tanti e tante altr@ hacker degli anni '60 e '70 - oggi possiamo usare un computer, usare la rete, e tante altre cose che crediamo banali. Grazie a lui oggi uomini di marketing, che si e no sapevano cosa fosse il codice, sono passati da forma umana a forma semidivina. E visto che c'è già chi ha scritto meglio di quanto io potrei quel che c'era da dire, non faccio altro che riportarlo tale e quale. Grazie dmr, e massimo rispetto.

E’ morto un genio dell’informatica, Dennis MacAlistair Ritchie


Copertina del libro "Mela Marcia"
Il libro del collettivo NGN sulla Apple e sulla sua "mutazione genetica" rispetto agli anni d'oro dell'epoca dell'hacking e della libera circolazione dei saperi; dell'Apple II e della Jolly Roger all'ingresso di Cupertino. Rispetto ad oggi, epoca di censure, perquisizioni e controllo. Cosa sta succedendo nella casa del think different?

Mela marcia: quello che c’è sotto il business del gadget ...





Immagine che rappresenta il software libero nella scuola
Nel corso della conferenza stampa tenuta il 25 settembre scorso presso la Sala Stampa di Palazzo Chigi, i Ministri Brunetta e Gelmini hanno illustrato le iniziative del Governo in tema di innovazione digitale della scuola, ricomparse nel programma e-Gov 2012. Gli obiettivi dichiarati sono la maggiore efficacia ed accessibilità dei sistemi di istruzione, la semplificazione delle relazioni amministrative tra le famiglie e le istituzioni scolastiche, l'ottimizzazione dell'offerta formativa, la diffusione nelle scuole e tra gli studenti della conoscenza e dell'utilizzo degli strumenti informatici, il contrasto dell'analfabetismo digitale. L'Associazione per il Software Libero condivide questi obiettivi, ma ritiene che le iniziative presentate non siano adeguate allo scopo. Nella completa assenza di riferimenti strategici al software libero, il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca ed il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione hanno sottoscritto un Protocollo di Intesa con Microsoft S.r.l., nel quale si prevede un "impegno congiunto per la divulgazione della cultura digitale", che si concretizza nella realizzazione di "attività mirate a rafforzare la diffusione di una cultura digitale nel sistema educativo" (art. 1).

Software libero per la scuola







Infografica che rappresenta la guerra dei brevetti

Introduzione

La nostra petizione mira a unire le voci preoccupate di singole persone, associazioni ed aziende d'Europa, e chiede ai nostri politici in Europa di fermare i brevetti sui software introducendo una legislazione nuova e più chiara.

Il sistema dei brevetti è usato in modo scorretto per limitare la concorrenza per il vantaggio economico di pochi, ma non riesce a promuovere l'innovazione. È meglio che il mercato del software sia completamente libero dai brevetti: una sana concorrenza spinge gli operatori del mercato all'innovazione.

Le sentenze dei tribunali europei ammettono ancora, in molti casi, la validità dei brevetti sui software assegnati dagli uffici brevetti nazionali e dall'Ufficio europeo dei brevetti (UEB), che sono sottratti a qualsiasi controllo democratico. Questi uffici continuano non solo ad assegnare brevetti, ma anche ad esercitare pressioni lobbistiche. Il sistema dei brevetti versa oggi in profonda crisi, ma essi non sono in grado di riformarlo e anzi, con la loro politica d'assegnazione lassista, continuano a mettere a rischio molte aziende europee.

Nel 2005 la Commissione è sembrata più attenta agli interessi delle grandi multinazionali che non a quelli delle piccole e medie imprese europee, le quali costituiscono la principale forza d'innovazione tecnologica dell'Europa. Il Parlamento europeo ha respinto la direttiva sulla brevettabilità dei software, ma non ha il potere di avviare iniziative legislative.

Considerazioni

Studi

Un grande numero di seri studi scientifici ed economici giustifica l'abolizione dei brevetti sul software.

Copyright per il software, ma nessun brevetto

Gli autori di software sono già protetti dalla legge sul diritto d'autore, che permette ad altri di proseguire l'innovazione nello stesso campo generando una salutare competizione, ma questa protezione è minacciata dai brevetti sul software. È fin troppo facile violare un brevetto sul software del tutto inconsapevolmente. Le aziende produttrici di software non hanno bisogno dei brevetti per innovare: debbono anzi esser protette dai detentori di brevetti il cui fondamento legale sia poco chiaro.

Querele invece di innovazione

I brevetti software falliscono proprio in ciò che sarebbe il loro scopo legittimo: favoriscono il proliferare delle azioni legali a scapito dell'innovazione, annullando la propria stessa giustificazione democratica; costringono i produttori di software a sprecar denaro per seguire pratiche burocratiche e cause legali e per eludere le pretese sul software di dubbio fondamento - denaro che sarebbe meglio speso per la ricerca applicata. Così i proprietari di brevetti sul software, che non sempre sono anche produttori di software, hanno modo di esercitare uno sleale controllo del mercato.

Errori americani

Negli Stati Uniti si spendono ogni anno miliardi di dollari per cause legali sui brevetti software, cause che non coinvolgono soltanto le aziende produttrici di software, ma anche aziende d'altro tipo, solo perché hanno un sito web. È ciò che sta cominciando ad accadere anche in Europa: occorre evitare che questo errore si ripeta qui.

Noi chiediamo con forza ai nostri legislatori:

  • di far approvare, in materia di brevetti, una legislazione nazionale meglio formulata, che escluda qualsiasi brevetto sui software;
  • di far decadere tutte le concessioni dii brevetti che possano essere violati dal software installato su apparecchi programmabili;
  • e inoltre di adoperarsi perché tale normativa sia adottata anche a livello europeo, a cominciare dalla Convenzione europea sui brevetti.

Contro i brevetti sul software