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Musica

News di musica: rock, jazz, classica. Mi piace tutto! :)

Jazz

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Mondo Jazz

CLIMA PESANTE - Wed, 10 Mar 2010

JERRY BATTERISTA JAZZ - Wed, 10 Mar 2010

Tutte le informazioni sul cartoon : http://en.wikipedia.org/wiki/Rock_'n'_Rodent

Quando si è bloccati a casa da una fastidiosa forma virale e non si riesce ne a leggere ne a scrivere rimangono poche cose da fare: dormire, vedersi un film o ...un cartone animato. Quelli a tema musicale mi divertono sempre moltissimo.

ORNETTE A QUOTA 80 - Tue, 09 Mar 2010

La carriera di Ornette viene lanciata da John Lewis del Modern Jazz Quartet e dal compositore Gunther Schuller, che lo fanno incidere su etichetta Contemporary insieme a Red Mitchell, Percy Heath e Shelly Manne. Le sue composizioni, forti di un senso melodico originale, entrano quasi subito nel repertorio jazz; tra i suoi pezzi più noti ricordiamo "The Blessing", "Turnaround", Rejoicing", "Blues Connotation", "911" e "Song X"; il suo solismo al sax alto, sghembo e di strana intonazione, sempre alla ricerca di una sua propria "voce umana", convince invece meno il pubblico e la critica più tradizionali ma anche molti musicisti suoi contemporanei. Passa all'Atlantic che lo fa collaborare con Eric Dolphy, Freddie Hubbard, Scott LaFaro e Jimmy Garrison. I titoli dei dischi sono slogan promettenti: "Something else", "The shape of jazz to come", "Tomorrow is the question", "Free jazz".

Nel 1962 fonda un trio sperimentale con David Izenzon e Charles Moffett; dopo il celebre Town Hall concert, in cui viene anche eseguito il suo primo quartetto d'archi, si ritira dalla scena musicale per tre anni, durante i quali studia la tromba e il violino, che suona con tecniche non ortodosse. Nel 1966 l'uscita di The Empty Foxhole, con Haden e suo figlio Denardo Coleman (di soli 10 anni), viene accolta con molti dissensi. Gira l'Europa col trio, e tornato in America tenta organici diversi. Negli anni settanta fonda anche un gruppo di jazz elettrico, il Prime Time, con esiti artistici discontinui. Collabora con gli etnici Masters of Jujuka e con suonatori sardi di launeddas, oltre che con Jackie McLean (1967), Pat Metheny (1986), Jerry Garcia (1988) e Howard Shore (1991). In all languages (1987) presenta le stesse composizioni suonate dal quartetto classico e poi dal Prime Time.

Nel 1990 il Teatro Valli di Reggio Emilia, per la direzione artistica di Filippo Bianchi, gli dedica un festival monografico di tre giorni, nel corso del quale vengono eseguite sue composizioni cameristiche, Skyes of America, e si esibiscono i Prime Time e il quartetto con Don Cherry, Charlie Haden e Billy Higgins. Negli anni '90 suona in quartetto con Geri Allen e in duo con Joachim Kuhn, e nel 2000 incontra Lee Konitz sul palcoscenico di Umbria Jazz. Nel 2003 e nel 2007 torna all'Umbria Jazz con due applauditissimi concerti all'Arena Giuliana. Fonte : Wikipedia

Le note scritte per Wikipedia non mettono in giusta luce l'apporto straordinario di Coleman e la sua originalità espressiva nell'ambito della storia della musica afro-americana. Contrastato e criticato fin dal suo apparire, la carriera di Ornette è una sequenza cronologica e coerente della sua idea musicale: dal quartetto storico fino al Prime Time, e negli ultimi anni il quartetto con i due bassi, ciò che la musica esprime è una idea profonda, un suono del sax straziante e venato di blues, dei temi dal sapore boppistico costituiti da pochi accordi di grande musicalità, spesso  reiterati e parzialmente sommersi da una torrenziale vena improvvisativa. Oggi Ornette compie 80 anni, e per quanto la sua massima stagione creativa sia alle spalle, rimane uno dei grandi vecchi ancora in vita ad essere tutt'ora sulla scena con capacità di stupire ancora e di rinnovarsi continuamente nel solco della sua progettualità espressiva.

Ho avuto la possibilità di vedere Coleman in concerto moltissime volte: dallo straordinario quartetto con Don Cherry, Charlie Haden e Ed Blackwell fino all'ultimo quartetto con doppio basso. Nei miei ricordi rimane straordinaria la serata milanese di oltre vent'anni fa quando Ornette si esibi in due set  con lo stesso repertorio ma in differenti formazioni. Era appena uscito l'album In All Language, due dischi che vedevano all'opera il quartetto classico nel primo ed il Prime Time nel secondo. Ascoltare brani come Latin Genetic prima in versione acustica e poi in quella elettrica mi convinsero che la musica di Ornette non cambiava in qualsiasi contesto venisse espressa, e se la mia preferenza iniziale andave verso il quartetto, l'ascolto del concerto mi convinse appieno sulla validità del gruppo elettrico, meno dotato dal punto di vista del talento individuale ma indubbiamente perfettamente calibrato per la musica di Coleman.

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DIALOGHI PER DUE - Mon, 08 Mar 2010

Organizzata come di consueto dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Pavia, Dialoghi: jazz per due giunge quest anno alla XII edizione: quattro i concerti in programma fra l8 marzo e l8 aprile, tutti ospitati nella suggestiva cornice di Santa Maria Gualtieri (Piazza della Vittoria), ideale sede della rassegna. Ne saranno protagonisti musicisti che si distinguono per l'approccio fantasioso alla materia musicale e al dialogo a due voci.

 Lunedi' 8 marzo, primi a scendere in campo saranno la giapponese Aki Takase (pianoforte) e il tedesco Rudi Mahall (clarinetto basso), che proporranno i brani del loro recente album Evergreen, personale viaggio fra immortali pagine della canzone americana e fra classici jazzistici di Duke Ellington, Tadd Dameron e altre illustri firme.

Domenica 14 i riflettori saranno quindi puntati su uno degli improvvisatori europei in assoluto pi travolgenti e originali: Han Bennink. Il vulcanico batterista avr al suo fianco il clarinettista e sassofonista friulano Daniele D'Agaro, che con la scena musicale olandese, e in particolare con lo stesso Bennink, vanta una lunga, proficua frequentazione.

Il terzo appuntamento della XII edizione di Dialoghi: jazz per due avra' come filo conduttore, mercoledi' 24, uno strumento che ricopre un ruolo rilevante nellambito dellespressivit musicale contemporanea: la chitarra. Nell'occasione, due tra i pi interessanti specialisti delle sei corde, il norvegese Eivind Aarset e il milanese Roberto Cecchetto, dialogheranno sfruttando anche le risorse offerte dalle tecnologie pi moderne.

Infine, giovedi' 8 aprile, chiusura nel segno di due colonne portanti del British Jazz di ieri e di oggi: Keith e Julie Tippett. Il pianista e la cantante, legati nellarte come nella vita, incarnano una liberissima visione musicale che combina lirismo poetico e sperimentazione, in un gioco appassionante di riflessi sonori.

PARODIE - Sat, 06 Mar 2010

Se Dio vuole il festival è finito, le televisioni tutte hanno smesso di parlare a vuoto del nulla musicale e sono tornate a parlare del nulla politico; rimangono le parodie (in politica purtroppo gli stessi originali sono parodie), vera testimonianza dello spirito sarcastico di tutti coloro ancora dotati di neuroni connessi e di un minimo di gusto. Ne ho pescate due dalla rete che riguardano il Trio.

Non sfugge allo sberleffo Arisa (non per niente di cognome fa Pippa....), che sul palco quest'anno è stata accompagnata da Lino Patruno e dal suo gruppo (sigh). La parodia della Banda Osiris riguarda però il brano dello scorso anno (stessa pippa...).

Per una volta poi sono in assoluta sintonia con Bruno Ganz, alias Adolf Hitler, che in questo montaggio rimarca le sue posizioni sul festival....


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Bebop

Long Playing

Alieno il musicista (ancora Miles Davis...)

Macero

Mario Luzzi: intervista ad Anthony Braxton, 1979

Produttori e fruitori


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Planet jazz


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Rock

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Ondarock

Olivia Tremor Control - Circulatory System, Fluttuazioni pop tra nuvole cubiste
Alfieri di una surreale psichedelia pop, gli Olivia Tremor Control sono stati uno dei gruppi simbolo del collettivo Elephant 6 e sono tuttora uno dei più amati. Abbiamo ripercorso la storia della band di Athens con il suo leader Will Cullen Hart, attualmente frontman dei Circulatory System

Edda, La sincerità a tutti i costi
Intervista con Edda, indimenticata voce dei Ritmo Tribale, ritornato sulle scene dopo 13 anni di silenzio, di dipendenze e di... ponteggi

Tunng, Coloratissimi patchwork a base folk
Dal più classico folk britannico all'elettronica da sottoscala, passando per un'accurata ricerca di suoni e divagazioni spontaneamente freak, i Tunng di Mike Linday e Sam Genders rappresentano un esempio quanto mai vivace delle infinite rimodulazioni applicabili al folk e al pop di questi anni. Dall'originario duo al collettivo attuale, ricostruiamo le tante sfaccettature del loro coloratissimo patchwork musicale

The Leisure Society, Le enormi ali dell'amore
Nick Hemmings e Christian Hardy costituiscono l'anima e la mente dei Leisure Society, band inglese che, nel breve volgere di un anno, è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante nel panorama musicale d'Albione, grazie al sorprendente esordio "The Sleeper". Abbiamo l'occasione di incontrarli per una intensa e piacevole chiacchierata in un freddissimo pomeriggio bolognese, prima del loro esordio live in Italia

Efterklang, I mille colori di una mutazione nordica


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I dischi ascoltati da Internazionale

I dischi del 2009: postillona alla postillona - Wed, 6 Jan 2010
Quanto sono distratto? Anche il concerto di Santa Cecilia del giorno dopo La creazione di René Jacobs (vedi la postilla di ieri) è diventato un disco. Ed è registrato live! Ero lì! È il Requiem di Verdi diretto da Antonio Pappano.

Come non consigliarvelo? È anche un'occasione, se avete curiosità malsane, per verificare se i miei entusiasmi in sala hanno qualche rapporto con la realtà.



Unica rettifica: Villazón quando l'ho sentito io doveva essere in serata-no. Nel cd resta il punto più debole del quartetto dei solisti, ma è molto meglio.

I dischi del 2009: postillona alla roba seria - Tue, 5 Jan 2010
Un eccesso di serietà mi ha fatto trascurare una raccomandazione classica del 2009 facile facile, solo perché non avevo ancora sentito il disco. Avevo sentito il concerto, mi sarebbe potuto bastare. Ora ho anche fatto conoscenza con l'album e la segnalazione calorosa, anche se in ritardo, arriva: è La creazione di Haydn, con bravi solisti, il RIAS Kammerchor e la Freiburger Barockorchester, tutti diretti da René Jacobs.



Trascinante, illuminante, straripante, bla bla bla. In sala, un anno fa, ho visto dio. Vi basti. È anche un bell'oggetto. L'album, non dio, che fonti accreditate mi garantiscono che non esiste.

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