Google separa le ricerche desktop e mobile, chi non si aggiorna è penalizzato


Grafico che rappresenta il diverso peso del mobile e del desktop per GoogleÈ da tanto che circolano voci sulla questione, ma ora pare certo: pare proprio che Google abbia deciso di separare gli indici da cui raccoglie le informazioni che poi sono fornite all’utente del suo noto ed utilizzatissimo (soprattutto in Italia, Europa e Usa) motore di ricerca.

Ad affermarlo, per ora, sono solo indiscrezioni, ma di quelle di cui fidarsi, come ci dice in un articolo molto preciso il blog html.it:

Iniziamo con un tweet di Danny Sullivan che sostiene che Big G stessa (a sua volta tramite le parole di Gary Illyes) abbia comunicato a “Search Engine Land” che il lancio del fino ad ora presunto indice “solo-mobile” di Google sia oramai unicamente una questione di “mesi” (quindi praticamente imminente).

Anche il “Search Engine Journal” lo confermerebbe con un articolo pubblicato soltanto alcuni giorni fa; infine persino il “Guardian” ha pubblicato un post nel quale l’aggiornamento verrebbe dato per certo.

Fin’ora, infatti, l’indice era unico – desktop e mobile (cioè c’era un solo indice in cui venivano inserite le ricerche, sia che arrivassero da computer tradizionali, sia che arrivassero da dispositivi mobili); ora, invece, con questo cambiamento, gli indici sarebbero due: uno per le ricerche che arrivano dai desktop e dai portatili, uno per le ricerche che arrivano da dispositivi mobili.

È evidente che le fonti sono autorevoli, e che si parla di mesi: ma, in sostanza, per i possessori di siti e, in generale, di risorse online, cosa significa tutto ciò?

Significa, per non star a fare discorsi troppo tecnici, che chi ha un sito e il suo sito NON è correttamente visualizzabile da dispositivi mobili (smartphone e tablet), questo sito NON verrà indicizzato nell’indoce “solo-mobile” di Google e, quindi, non verrà “offerto” nelle ricerche fatte dagli utenti che usano i dispositivi mobili di cui sopra.

Considerando dice sempre html.it, e cioè che

Quello nuovo, dedicato espressamente alle ricerche eseguite via smartphone, sarebbe inoltre destinato a diventare l’indice principale! L’indice attuale invece, che pensato per diventare quello secondario, potrebbe essere utilizzato esclusivamente per le query da desktop, e aggiornato con minore frequenza.

chi non ha un sito mobile friendly – cioè chi non ha un sito con un design grafico responsive – rischia seriamente di trovarsi dimezzato (se non peggio) il proprio rating su Google, che da noi significa non essere trovati dal 94,65% di chi fa una ricerca sul web in Italia (in Europa è il 92%, negli Usa l’85%).

A questo punto il mio consiglio – in particolar modo ai nostri clienti – è di affrettarsi: i mesi passano in fretta, e se non ci si aggiorna velocemente alle nuove esigenze del mercato, poi si corre il rischio di trovarsi seriamente penalizzati.

E a quel punto recuperare diventa molto difficile, e costoso.

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