Zuckerberg:”La privacy? Nel cesso…”


image_pdfimage_print

Il fondatore di Facebook Mark ZuckerbergOggi i vari siti che si occupano di informatica, social networking, software libero e dintorni hanno pubblicato tutti (vedi i link sotto) almeno un articolo sulle nuove entusiasmanti esternazioni del fighetto genietto padrone di Facebook. Che dice costui in sostanza, in un’intervista a TechCrunch?

Che ormai, nell’era del mitico “Web 2.0” la privacy, cioè la possiblità di usare la rete in maniera anonima e, comunque, di non essere profilati in tutto quello che si fa quando si accede ad una rete (quindi non solo internet “tradizionale”, ma anche via Wi-Fi, o via smartphone, o via cellulare, e via e via …), questa privacy, insomma, è una categoria, un concetto superato. Gli utenti vogliono usarla, la rete, i network!, altro che stare li ha preoccuparsi se si diventa cavie da marketing.

Guarda caso a dire ste cose, però, è il padrone (scusate il termine un po’ retrò) di uno dei principali social network esistenti, proprio quello dove la gente si iscrive, con tanto di nomecognome, ed inizia a raccontare di se tutto, reagalando al Sig. Zuckerberg il profilo completo, totale, assolutamente appetibile di persone vere, reali, contestualizzate, che autonomamente gli raccontano di se tutto.

Sarò malizioso, ma un’esternazione del genere mi lascia qualche dubbio; così come qualche dubbio, ad essere gentili, mi lascia questo gran lancio da parte, non tanto di media come il Corriere della Sera, che non ci stupisce, quanto di ambiti che su questi temi, almeno fino a qualche tempo, avevano ben altro sguardo.

Questo non significa che di questo argomento non bisogni parlare con categorie se non nuove, almeno aggiornate. E non significa neanche che la categoria privacy sia diventata tutto ad un tratto un taboo inavvicinabile. Significa, semplicemente, che a ragionare di queste cose sarebbe meglio ci fossero anche i soggetti passivi della vicenda, non solo quelli che ci fanno i soldi – e tanti; che ci fosse, da parte degli utenti, maggiore consapevolezza di quello che fanno, quando razzolano per la rete – quale che sia il dispostivo che usano – e che lo facessero consapevoli, appunto, di quello che regalano a questi giovani miliardari, che poi si ergono a paladini di… boh, non si sa manco per bene di cosa, se non del proprio portafoglio.

Sicuramente il segno dei tempi, cupi.

Zuckerberg:”La privacy è un concetto superato”

Zuckerberg: ma chi la vuole la privacy?

Zuckerberg: «Finita l’era della privacy»

Lascia un commento