La necessità del liminare


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li|mi||re
agg.
CO
1 confinante, vicino | fig., iniziale, introduttivo, preparatorio
2 relativo alla soglia[1]

Quadro che ha a che fare con la soglia, il confine

Di questa citazione la parte che mi interessa è la 2, quando si parla di soglia. Soglia, liminare; ma anche confine va bene. Tutto quello che non è il centro della vista, della vita.

E’ lì, al liminare delle cose, sulla soglia, al confine, che spesso stanno le cose interessanti, quelle creative, quelle che hanno la potenzialità di cambiare le cose.

Se si guarda alla storia delle grandi scoperte dell’umanità, si vede che la maggior parte di esse sono avvenute in un contesto marginale, non al centro dell’attenzione dei medie dell’epoca. Il personal computer, per esempio, questo oggetto di oggi nessuno potrebbe fare a meno, nell’occidente opulento. Il pc nasce nei garage della California di fine anni ’70, quando a nessuno, se non ad un manipolo di “utopisti”, poteva venire in mente che i costosissimi computer nel giro di pochi anni sarebbero entrati nelle case delle persone comuni[2].

Ma tanti altri esempi potrebbero essere fatti in tutti gli ambiti dell’agire umano, tanto oggi come ieri come nelle epoche più remote.

Eppure essere controcorrente, agire in maniera eterodossa è sempre stato visto come un qualcosa di “poco buono”, e non a caso chi va controcorrente non sempre, anzi raramente, e visto di buon occhio.

Penso che oggi, in piena crisi economica – crisi che, permettetemi la digressione, noi italiani non abbiamo ancora capito in cosa consiste e in cosa consisterà, se non quando sarà troppo tardi, e la “valanga”, come l’ha definita ieri un bonzo sindacale, ci avrà sommersi – l’unica strada che abbiamo per uscire dalla marea che ci sta per sommergere sarà quella di avere coraggio e buttarsi sui confini, sull’eterodosso, sull’azzardo di un mondo che sta cambiando in maniera talmente tanto veloce che nessuno, onestamente, può sapere per bene dovre andarà a finire. E se.

Nell’Information Technology quanto sopra è ancor più vero. A maggior ragione se si guarda la velocità con cui cambiano le mode, le tecnologie, le scelte degli utilizzatori. Capire dove buttare lo sguardo, vedere cosa fare per attrarre possibili clienti, accettare un’economia che sempre più è di servizi alla persona, a 360 gradi, e non di banale vendita di prodotti, è una salto di paradigma che per essere compiuto in maniera sensata necessità di un po’ di follia 🙂

Insomma, la ricetta potrebbe essere “camminare sul filo ed aver buon equilibrio, ma anche naso ed orecchie fini”, e forse questa crisi potrebbe diventare veicolo di successo.

Si vedrà.

Note

[1] http://dizionario.internazionale.it/parola/liminare

[2] per la storia del personal computer e dell’informatica in generale vedi S. Levy, Hackers, Milano, Shake Edizioni Underground

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