1984: quando il Pci salvò Andreotti

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Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (D) con Giulio Andreotti in una immagine di archivio ANSA/ENRICO OLIVERIO- U.S. PRESIDENZA REPUBBLICA

Trentanni fa, 1984, primi giorni di ottobre.

La Commissione parlamentare per l’indagine sui crimini commessi da Michele Sindona, in particolare sui legami Mafia, Banche, Partiti, Vaticano, P2, che aveva dominato l’Italia, giunse a delle conclusioni terribili. Su queste conclusioni si svolse un dibattito parlamentare dal quale emerse, per iniziativa di parlamentari radicali (Aglietta, Teodori, Melega), una mozione di sfiducia verso Giulio Andreotti, allora ministro degli esteri che, dai lavori della Commissione, risultava assai coinvolto in quelle faccende.

Il presidente della camera Nilde Iotti accordò il voto segreto, richiesto dai radicali, su questa mozione.

Sembrava scontata la maggioranza contro Andreotti: molti parlamentari democristiani avrebbero votato contro Andreotti, i partiti laici e i 198 voti del Pci avrebbero mandato a casa il “divo”.

Il 4 ottobre si vota. Risultato: la mozione viene respinta con 199 voti contrari e 101 a favore.

Il gruppo parlamentare comunista aveva annunciato il giorno prima che non avrebbero partecipato al voto, astenendosi. Chi aveva fatto questo annuncio e si era battuto per l’astensione era stato il Presidente dei deputati comunisti Giorgio Napolitano.

La stampa del giorno dopo titolava ovviamente: «Il PCI salva Andreotti». La base del Pci andò su tutte le furie, scazzottate nelle sezioni, sedie che volavano e il segretario Alessandro Natta fu costretto a smentire Napolitano, affermando che il partito era estraneo alla decisione dell’astensione, che l’iniziativa era stata dei parlamentari. Natta, per cercare di recuperare la orribile figuraccia dei parlamentari, affermò che «nessuno può intendere il voto di astensione come assoluzione» e che quindi «il ministro degli esteri si sarebbe dovuto dimettere».

Tutti sappiamo che Andreotti non si dimise, anzi aumentò le opportunità per il premierato.

Le voci dei giorni seguenti confermarono che l’iniziativa dei parlamentari del Pci di non votare e salvare Andreotti era stata caldeggiata da Giorgio Napolitano. Continue reading 1984: quando il Pci salvò Andreotti

Senza leadership non ci sto! La sinistra e la democrazia in Italia

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Immagine di cittadine/i dell'EZLN in Chiapas

Un articolo di Livio Pepino ripropone il problema della ricostruzione della sinistra in Italia, proponendo le solite – trite e ritrite – ricette fatte di leadership, uomini, ceto politico. No, grazie, abbiamo altri modelli: gli Indignados spagnoli, gli anarchici greci, l’EZLN in Chiapas Continue reading Senza leadership non ci sto! La sinistra e la democrazia in Italia

David Graeber e il Progetto democrazia

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Immagine di David Graeber

Ho comprato oggi l’ultimo libro pubblicato in italiano di David Graeber, antropologo americano anarchico. Attivista del movimento Occupy Wall Street, ha pubblicato parecchi libri, molti dei quali tradotti anche in italiano.

È un autore che apprezzo molto, sia per il suo essere anarchico, sia per il suo essere non solo uno studioso ma anche un attivista a tempo pieno, ma anche perché – non ultimo – cerca di portare il pensiero anarchico e radicale in generale nel XXI secolo.

Il libro in questione, Progetto democrazia. Un’idea, una crisi, un movimento, edito dai tipi de Il Saggiatore, cerca di analizzare la categoria – scontata ma poco conosciuta, e soprattutto poco applicata – di democrazia.

Un libro interessantissimo, di cui mi permetto di incollare sotto la molto interessante introduzione e che vi consiglio di leggere quanto prima. E di metterlo in pratica! :) Continue reading David Graeber e il Progetto democrazia

Informatica e democrazia: nulla di scontato

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Buffa immagine che rappresenta il malware

Leggo oggi, con grande interesse, l’intervista che viene pubblicata sul blog del collettivo Autistici/Inventati a Claudio ‘Nex’ Guarnieri, ricercatore del progetto citizenlab.org ed esperto di sicurezza informatica. Come si legge all’inizio dell’articolo: secondo noi e’ interessante per due motivi: 1) Delinea una visione critica del mondo della sicurezza informatica visto dall’interno. 2) Citizenlab fa un… Continue reading Informatica e democrazia: nulla di scontato